DONNA E POLITICA, DONNA E GUERRA
Riflessioni sulla condizione femminile nella Grecia classica


Bernini, Apollo e Dafne (Roma, Galleria Borghese)

LA CONCEZIONE FUNZIONALE DEL MATRIMONIO
INCLUSIONE, CONTROLLO ED ESCLUSIONE DELLE DONNE

Nel versante opposto del piacere, il matrimonio istituzionalizza la sessualità; il contratto è uno scambio tra uomini in cui la donna svolge un ruolo puramente oggettuale. Gli aromi del primo giorno di nozze indicano la presenza dell'eros ma il loro profumo scompare ben presto; più duratura appare la simbologia dei cereali: la casa sarà il luogo dell'aratura e della semina biologica.

"La gestione dell'eros va pertanto strettamente controllata; la normativa matrimoniale detta le condizioni per un corretto uso del suo oggetto, il corpo femminile, condizioni che si risolvono nell'impedire che esso si costituisca in soggetto. La donna è la madre. L'eco degli aromi che la circondavano il giorno delle nozze si è spento nel silenzio olfattivo della quotidianità: il piacere si è diluito nella riproduzione e questa non è che una variabile interna della categoria dell'utile. Ma la preclusione di una gestione dell'eros al femminile non impedisce che il corpo della donna entri nell'economia del piacere grazie all'operazione dicotomica che la città compie su di lei. Se come madre essa è un bene utile nella rete contrattuale... quando diviene flautista, etera, acquista un ulteriore valore d'uso nella circolazione che gli stessi capofamiglia promuovono nella dimensione ristretta del banchetto. All'identità dei soggetti di scambio corrisponde la duplicità dell'oggetto e della casa in quanto luogo di una doppia appropriazione: ai locali interni in cui vive la madre si oppongono i locali esterni in cui sosta l'etera... La donna è il luogo del desiderio e della vita... Di per sé la donna non ha un'identità né nella polis né nell'ontologia... il contratto matrimoniale... è pura potenzialità di generazione: la sposa allontanata dalla casa, perché quella engye non ha avuto la sua attuazione infeconda sarà." (Campese Manoli Sissa, Madre materia, Boringhieri 1983 pagg. 42-49 passim).

Il figlio è l’espressione etica dell’amore coniugale, il dato dell’amore; viene in mente il già citato incontro tra Ettore ed Adromaca: Astianatte costituisce la soluzione della premonizione di morte e della cupa atmosfera che la accompagna, la perpetuazione di sé e l’interprete della speranza.

L'istituzione matrimoniale contiene in sé ambiguità e paradosso in quanto - come pensa il Platone delle Leggi - fa convivere promiscuamente ed in modo inquietante i due generi in cui si sdoppia l'umano, il maschio e la femmina, mettendo in pericolo la supremazia della parte migliore.

Il matrimonio, in quanto cellula costitutiva della società cittadina, contiene il nucleo originale della sua contraddizione: la città deve includere le donne per riprodursi ed al tempo stesso deve, attraverso questa stessa istituzione, controllarle ed escluderle dalla vita politica e dal potere, affinché non si realizzi una condizione insieme ridicola e sconvolgente: la ginecocrazia.

In questa prospettiva, la lettura dell'Economico di Senofonte può mostrare come la reclusione e l'assegnamento di spazi e compiti ben definiti alla donna realizzi nella casa i compiti del controllo e dell'esclusione: la potenzialità sfrenata della sessualità è limitata ed incanalata nel compito della procreazione così come l'altra sfrenatezza viscerale, quella nei confronti del cibo, è indirizzata all'amministrazione interna della casa ed alla distribuzione del cibo familiare; la tentazione verso il potere viene esorcizzata col compito di sovrintendere al governo degli schiavi domestici.

Nei confronti della donna, l'uomo greco adotta un atteggiamento funzionalista ed in tale concezione essa può riduttivamente sembrare "un animale-riproduttore porta dote", come l'ha definita Vatin. (Recherches sur le mariage et la condition de la femme..., Paris 1970).

"In una civiltà maschile come quella greca, la donna è normalmente considerata dal punto di vista dell'uomo. Da questo punto di vista, essa svolge, per mezzo del matrimonio, due funzioni sociali fondamentali, tra cui c'è divergenza, se non addirittura polarità. Il matrimonio... è un fatto di relazione contrattuale fra gruppi familiari; la donna è un elemento di questo commercio... contropartita della donna sono gli hedna... beni mobili... la donna appare equivalente a dei valori di beni di circolazione. Mobile come questi, essa è come questi oggetto di doni, di scambi e di ratti. L'uomo, invece, che accoglie la sposa nella sua casa (è il fatto di synoikein, di abitare col marito, che definisce per la donna lo stato del matrimonio), rappresenta i beni stabili dell'oikos, i patroia... il legame di una stirpe col terreno su cui si è insediata. Oikos ha nello stesso tempo un significato familiare e un significato territoriale... La donna, che poco fa abbiamo visto assimilata, come elemento di relazione, alla ricchezza mobile delle mandrie, s'identifica ora, nella sua funzione procreatrice, con un campo. Il paradosso è che essa deve incarnare non già la sua terra, bensì quella del marito." (J. P. Vernant, Hestia-Hermes, pagg. 165-167 passim in Mito e pensiero presso i Greci, Einaudi 1978).

E' per questo che Elettra, esortando il fratello alla vendetta, lo incita a divenire insieme a lei "salvatori del focolare paterno" (Esch. Coe. 264).

L’assimilazione della donna con la terra può essere meglio compresa seguendo Plutarco; questi (Coniugalia praecepta, 144 a b) parla di tre tipi di arature sacre: la prima a Sciro, la seconda a Raria e la terza vicino alla base dell'Acropoli. "Ma quella più sacra di tutte è l'aratura e la semina dei mariti per la procreazione dei figli."

Il concetto è appropriato ad una economia e ad una cultura di tipo agrario in cui la produzione agricola e la riproduzione umana non possono essere diverse. La formula del matrimonio: "per l'aratura di figli legittimi" esprime un antico concetto tradizionale per cui le donne devono essere coltivate, arate e seminate come i campi. Il corpo della donna è come il campo, lo spazio in cui l'agricoltore fatica, una superficie che egli apre, rompe, coltiva.

La metafora che associa la sessualità femminile alla terra "esprime un rapporto che non è puramente uno stereotipo, che è così profondamente sentito nella cultura che appare dovunque: nei testi letterari, nelle pratiche rituali, nei monumenti e nei racconti mitologici." (Page Du Bois, Il corpo come metafora, Laterza 1990 pag. 51).

L'assimilazione della donna alla terra può essere schematizzata in relazione ai tre diversi status femminili conosciuti della donna greca: (C. Calame, I Greci e l'eros, simboli, pratiche e luoghi, Laterza Bari 1992)

  • parthenos: prati allevamento esterno-quasi selvaggio
  • nymphe: giardino arboricoltura transizione
  • gynè: letto agricoltura interno dell'oikos.

L'azione reciproca di Amore, nella riproduzione del matrimonio e dell'agricoltura, è mirabilmente espressa da Eschilo, con le parole fatte pronunciare da Afrodite nelle Danaidi (fr. 44 Radt):
"Cielo, il venerando, desidera penetrare Terra;
il desiderio di stringere le nozze prende Terra.
Da Cielo disteso una forte pioggia si diffonde su Terra
per fecondarla; per i mortali ella genera
i pascoli per le greggi, il nutrimento di Demetra
e i frutti degli alberi: da queste nozze umide
tutto ciò che esiste è creato. Di ciò io sono complice."

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a cura di Gerardo Pompei

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Enrico Galavotti - Homolaicus - Sezione Storia - Antica
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Aggiornamento: 01/05/2015